Il corallo tra storia e leggenda

Corallo, in latino è tradotto in Corallium Rubrum e così lo definisce Plinio il Vecchio, grande narratore del suo tempo,che scritto nel I secolo d.C. è il primo che ne parla con minuzia, descrivendolo come una sorta di «muschio marino», il quale, tratto dal mare, solidifica e muta il suo colore da verde in rosso. Questa è una citazione tra le più note ma ad essa molte altre ne sono seguite, a testimonianza di un elemento che intreccia i suoi significati tra mito e magia. È però solo dopo 1400 anni,grazie al napoletano Filippo Finella, che il corallo verrà identificato scientificamente. Egli lo descriverà come un elemento non vegetale ma animale, teoria che lo vedrà contrapporsi aspramente con la comune credenza che lo voleva collocato ora nel mondo vegetale ora in quello minerale. Esso rappresenta, per alcuni, l’essenza della bellezza femminile.

Da sempre domina fra tutte le interpretazioni la  sua potente funzione apotropaica,la quale è presente  nella tradizione di molti popoli. Molto si può leggere,riguardo alle sue svariate funzioni,indicato ora quale medicamento per la cura di mali veri e immaginari,ora utilizzato a tutela dei bambini e delle donne, panacea contro la sterilità, protettivo per affrontare le avversità e potente amuleto contro il malocchio, esso  vive nuove interpretazioni in ogni epoca,protagonista sempre.

Ancora oggi,il corallo vive una doppia vita,nella prima,per molti, rimane un simbolo magico e della sua funzione ancestrale ha tutte le connotazioni nella rappresentazione del ramo e del cornetto –o’ cuorn’- che la tradizione napoletana ha da sempre nei suoi manufatti più tradizionali; nella seconda il corallo è un pregiato materiale per l’alta gioielleria, classificato nelle sue diverse colorazioni e nelle qualità della sua trasformazione che va dalle pregiate «pallette» della tradizione, fino alle «frange», fili di piccoli rami di qualità meno pregiata .
Un capitolo a parte andrebbe dedicato alla magnifica collezione che la casa Liverino ha, nel corso  della sua storia accumulato e che la Carmela Liverino Coralli conserva nella sua collezione privata dove a pezzi di rilevante valore storico-artistico si affiancano opere d’arte della scuola incisoria torrese quali quelle di  Carlo Parlati.
Il corallo è stato  rappresentato nell’arte e in essa vive la storia dell’epoca che rappresenta,così lo vediamo raffigurato a vario titolo,protagonista nel dualismo tra il sacro e il profano.

Le Madonne quattrocentesche del Bellini, del Mantenga, di Piero della Francesca lo vedono indossato in chiave sacra con il suo “rosso” a far funzione di simbolo del Sacrificio; la chiave mitologica è nell’opera di Raffaello, del Vasari, quest’ultimo, in particolare, con il quadro  detto  “La nascita del corallo” alias “Perseo e Andromeda” produrrà un’icona che ogni incisore di scuola torrese,almeno una volta, ha tentato di riprodurre su cammeo.

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