La lavorazione del corallo ha origini antichissime e le sue prime tracce risalgono all’età paleolitica, circa 10000 anni fa, datazione riferita al ritrovamento di primi esempi di rudimentali lavorazioni del corallo trasformato in grani.
Sumeri, Egizi, Greci e Romani in rappresentanza dell’età più antica, producono manufatti in corallo, questi ultimi inseriscono l’incisione tra le tecniche di lavorazione.
Trapani e Genova, saranno poi i centri più fiorenti nei  secoli che vanno dall’ IX secolo fino al XIV. La Francia e la Spagna elaboreranno un loro prodotto e dei centri specializzati. Con gli Aragonesi Napoli entra a pieno titolo nel mondo della lavorazione del corallo, e Napoli - Torre del Greco, inserisce il corallo a taglio melone e i dischi chiamati "a lenticchia" è poi nel 1400 che il corallo entra nell’arte figurativa  in forma di cormo naturale. Nel ‘500 si producono le prime vere "sculture" di corallo   con rappresentazioni ora sacre ora profane. Oltre ai "paternostri" prima forma di preghiera in forma di gioiello che anticiperanno il rosario vengono raffigurati animali e fiere santi e condottieri. Trapani è il centro nevralgico della produzione e della committenza, i suoi artigiani spostandosi diffondono la tecnica fino ad arrivare a Napoli, man mano la perizia esecutiva allarga il suo campo in Toscana e Liguria.
I mercati di Spagna India e Armenia assorbivano tutti i manufatti e la produzione si andava sempre più differenziando. Il XVII secolo sviluppò tutti i percorsi legati al corallo. Napoli, Genova, Trapani, Barcellona, Marsiglia, dediti a prodotti lisci mentre solo per Trapani e Marsiglia si parla di prodotto inciso.
In Francia e Germania si eseguono lavori di pregio, soprattutto cammei che ritraggono i personaggi protagonisti del periodo quali ad esempio Luigi XIII e il Cardinale Richelieu. Si aggiungono raffigurazioni a tuttotondo di Santi, Madonne ,Cristo, Apostoli. Trapani è ancora una volta il fulcro della produzione d’eccellenza in " via dei Curaddari". Sarà a Trapani che verrà prodotta la prima opera con data  e firma, opere spesso composte da incollaggi mediante pece su supporti metallici quale rame o leghe non preziose, che incisi e sbalzati accoglievano minuti oggetti in corallo creando incrostazioni che renderanno caratteristica la produzione siciliana. Sarà quindi nel 1663 che verrà indetta una sorta di disciplinare tecnico con una modernissima organizzazione che andava dalla regolamentazione tecnica alle paghe delle maestranze. Tutto indirizzato a proteggere immagine e qualità del prodotto e a qualificare la filiera produttiva ad esempio-vietando di assumere schiavi e relativi figli discendenti di «infedeli barbari».
È in quest’epoca che inizia la decadenza della manifattura Genovese e si sviluppa quella Toscana ,a Marsiglia va il primato del liscio e dei grani faccettati. Il corallo vive in quest’epoca una grande popolarità tale da far definire in Germania Korallen tutte le collane in grani.
Tutte le casate europee volevano oggetti in corallo e oggetti e gioielli si diffusero ovunque, in Sicilia nascono i primi presepi uno dei quali è custodito al Museo di  San Martino a Napoli e uno al Museo Pepoli di Trapani.
In questo periodo nasce la produzione di grani per il ricamo dei tessuti e dei paramenti sacri.
Nel secolo successivo iniziò una fase di rallentamento che poi vide subentrare una nuova vitale rinascita tra Napoli, Trapani, Livorno e Genova. La decadenza di Marsiglia fu accelerata dalla soppressione della Compagnie Royale d’Afrique che provvedeva al reperimento del grezzo africano. A Livorno la lavorazione era gestita dalla comunità ebraica che commercializzava con India, Russia e Cina. Documenti attestano che nel 1740 vi fossero ben 40 fabbriche che realizzavano le più svariate tipologie di grani e spole.Furono i Borboni in quest’epoca che andarono a valorizzare la lavorazione Napoletana e Trapanese,prima della decadenza di quest’ultima alla fine del secolo.
Il XIX secolo vide nonstante la ancora fiorente produzione Genovese e Livornese l’anticiparsi della definitiva concentarzione produttiva nell’area del Napoletano. Nel 1805 a Torre del Greco si avviò la prima Gran Fabbrica del corallo.

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